Meno tasse per Totti

In questi giorni mi è venuto in mente lo slogan, leggermente storpiato (rendendolo più aderente alla realtà), lanciato qualche anno fa da un partito italiano.

Immaginate una scena (totalmente di fantasia): italiano medio (si, quello che mangia 1,5 polli al mese) in una qualunque casa italiana, arriva la posta e fra la pubblicità e le bollette ce n’è una dell’ufficio elettorale. Il nostro medioman la apre pigramente e trova le istruzioni per rispondere ad un quesito referendario. A questo punto ricorda il fastidio che aveva provato quando avevano spostato la sua trasmissione preferita per una tribuna elettorale (al che aveva cambiato canale).

Le istruzioni dicono sostanzialmente: prendere il foglio allegato, mettere una crocetta sul si o sul no, mettere una firma nell’altro foglio, mettere il tutto nella busta allegata e preaffrancata e spedire (ricordate è fantasia, lasciamo stare i problemi che vi possono venire in mente sulla segretezza del voto e simili).

Il quesito recita, parafrasando: “Volete voi ridurre le tasse del 10%?”.

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Pecore svizzere

Della serie tutto il mondo è paese la scena politica svizzera ha presentanto ultimamente alcuni aspetti che hanno poco da invidiare alla situazione italiana (non me ne vogliano gli amici svizzeri, ammetto che solitamente l’impressione che ho della politica svizzera è decisamente migliore di quella che ho della politica italiana). Il manifesto qui’ sotto è presente nelle ultime settimane su tutti i muri di Lugano (e del resto della svizzera) al grido di “Creare sicurezza”.

Pecore Svizzere 1

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