Terzo giorno della nostra vacanza.
La prima parte della giornata è stata dedicata all’attraversamento del Rocky mountain NP. Ho già detto dell’immensità dei paesaggi, e in questo percorso ne abbiamo goduti di veramente belli. La strada sale fino a 3700 metri con frequenti piazzole d’osservazione, dalle quali è spesso possibile fare brevi passeggiate, anche se a quell’altezza si inizia ad avvertire la mancanza di ossigeno sotto forma di stanchezza, ma anche capogiri e nausea. A me ha fatto un effetto un po’ particolare: mi ha fatto venire una gran fame, calmata grazie alle porzioni avanzate a chi aveva la nausea.
Una cosa che ci ha colpito è la cura con cui tutto il parco è tenuto. Tanto per fare un esempio c’è la pulizia dei bagni nelle piazzole d’osservazione! I visitor center sono posti molto interessanti e i ranger sono sempre a disposizione per consigli e indicazioni.
Durante il percorso, sia dentro il parco che fuori, abbiamo potuto osservare tantissimi animali selvatico: cervi, ‘elk’, marmotte, scogliattoli, pika, uccelli a me sconosciuti e perfino una stupenda aquila appollaiata in cima ad un palo lungo la strada, che stringeva fra le zampe un grosso pesce che ancora si dibatteva. Appena ritornerò a casa pubblicherò le foto che sono riuscito a fare (magari una selezione, dato che ne ho fatte veramente tante).
Dopo il parco ci siamo fermati a Great Lake, dove la parte femminile del gruppo (cioè tutti tranne me) si è data allo shopping di souvenir, dopodiché la parte maschile si è lamentata del tempo perso. Ne abbiamo approfittato anche per un caffè americano (a cui forse mi sto abituando) in un piccolo locale molto accogliente.
Dopo great lake siamo andati a Steamboat Spring dove abbiamo approfittato delle terme vicino al centro della città per ristoratorci del viaggio: veramente stupende!
Abbiamo anche conosciuto alcune signore che ci hanno consigliato su dove mangiare, in quale campground dormire e cosa fare nei giorni successivi. Una di queste si è anche offerta di ospitarci nel caso non avessimo trovato posto al campground. Anche la sera abbiamo incontrato persone estremamente gentili, pronte ad aiutarci. Se qualcun altro si troverà a fare un viaggio da queste parti non posso che consigliare di fare una tappa a Steambot Spring, con la raccomandazione di approfittare delle Strawberry Hot Springs, che noi non siamo riusciti a raggiungere perché la strada non è percorribile con il camper. Ci hanno detto poi che ci sono dei mezzi pubblici per arrivarci.
A presto per la prossima puntata.
PS: solo ora riesco a mandare questo post dato che nel parco di Yellowstone non c’è campo col cellulare, figurarsi internet.